Premessa
Un’idea per un progetto arriva sempre nel momento sbagliato: la mattina appena mi alzo, nella pausa caffè o durante una passeggiata. La annoti su un foglietto, in una nota del telefono e una settimana dopo non la trovi più. Oggi mando un vocale «idea per il blog: un articolo sul nuovo progetto di automazione, priorità alta» mentre cammino, e la nota compare nel foglio giusto, con data e progetto, categoria e priorità già compilati, e un id con cui potrò ritrovarla e chiuderla. In mezzo c’è un assistente che capisce l’italiano scritto e parlato, e che gira interamente su un PC di casa.
Il problema: le idee non si perdono per pigrizia, ma perchè non usiamo gli strumenti giusti
Non è che perdo le idee perché non sono interessanti, le perdo perché catturarle bene richiede tempo, tempo che abbiamo sempre meno, specialmente la sera dopo il lavoro. Se non ho un sistema organizzato poi il risultato è disastroso appunti sparsi in posti diversi, nessun filo logico. La maggior parte dei sistemi per la gestione degli appunti non falliscono per mancanza di funzioni; falliscono perché l’inserimento è un piccolo attrito costante. La soluzione non era un’app più potente, ma azzerare l’inserimento: dire l’appunto come lo racconteresti a un collega, e lasciare che sia il sistema a incasellarlo.
L’idea: dettare un pensiero, non compilare una scheda
L’interfaccia è Telegram, che ho già sul telefono e uso ogni giorno. Scrivo «bug: la pagina contatti del blog non invia l’email» oppure mando un vocale, e il sistema fa il resto: capisce di che progetto si tratta, sceglie la categoria (idea, task, bug, ricerca…), deduce una priorità, scrive la riga nel foglio dell’anno giusto e mi risponde con la conferma e un identificatore. Niente form, niente menu a tendina. Lo stesso canale gestisce anche la consultazione e la gestione: /todo per i task ancora aperti, /scadenze per le cose con una data, /fatto per chiudere qualcosa che ho completato.
L’architettura in un colpo d’occhio
Il flusso è una catena di pezzi semplici, ognuno con un compito solo:
Telegram → n8n (Docker) → LLM/Whisper locali → Google Sheets → conferma su Telegram.n8n fa da orchestratore. Un workflow in polling legge i messaggi da Telegram ogni minuto e li mette in una tabella-coda su Google Sheets; un secondo workflow svuota la coda, passa il testo al modello, valida il risultato e scrive la nota nel foglio. Google Sheets non è solo il database finale: la sua tab _coda fa da buffer offline, così un appunto mandato a PC spento non si perde e viene elaborato al primo avvio.
Perché tutto in locale o quasi
Gli appunti di lavoro non sono sensibili come i movimenti bancari, ma sono comunque miei: idee non ancora pubbliche, dettagli di progetti dei clienti, cose che non ho voglia di spedire al modello di qualcun altro perché le classifichi. La comprensione del testo la fa Ollama; la trascrizione vocale la fa Whisper. Entrambi girano su una GPU consumer, in un computer di casa. Il costo marginale di ogni nota registrata è zero, e il foglio resta l’unico posto dove vivono le idee, sono in cloud purtroppo qualche compromesso per semplificare è necessario accettarlo, ma può essere migliorato con soluzioni alternative..
Se ti interessa questo progetto, scrivimi a info@davidemugnaini.it.